Quesito:
Marco B. scrive all’Accademia segnalandoci l’uso, riscontrato durante la sua attività di pratica forense, dell'imperfetto narrativo nella redazione degli atti giuridici (es. Tizio in data X si recava nel luogo Y e stipulava un contratto ecc.); si chiede se sia un uso corretto, eventualmente al fine di dilatare il tempo della narrazione, o se invece lo si possa considerare un “vezzo anacronistico” da sostituire con l'impiego del passato remoto o prossimo. Risponde Stefano Ondelli, docente presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche, del Linguaggio, dell'Interpretazione e della Traduzione dell'Università degli Studi di Trieste.
Uso dell'imperfetto narrativo









