Sono in molti a chiedersi quale sia il modo giusto di designare lo strumento meccanico che ha rivoluzionato l’universo della comunicazione scritta a partire dai primi decenni del Novecento e che, per più di un secolo, ha dominato l’immaginario collettivo come oggetto simbolo di professioni romantiche ed elitarie, come quella del giornalista e dello scrittore, ma anche di professioni “nuove”, come quella della segretaria dattilografa, configurandosi così, negli anni di massima diffusione, anche come un emblema di modernità e di emancipazione femminile.
Macchina da scrivere o macchina per scrivere?
Al fascino indubbio dell’oggetto in questione fa da contrappunto il dubbio di molti sul modo “corretto” di designarlo. E il dubbio non è solo di quanti si rivolgono all’Accademia della Crusca per avere lumi.







